Finalmente la scuola!


Dalla scuola riparte il futuro del nostro Paese.

Governare con la destra? Purtroppo sì. Il risultato delle elezioni politiche di febbraio (non aver vinto le elezioni e l'affermarsi in parlamento di beppe grillo che pensa solo agli scontrini) ci ha consegnato questo scenario. Per noi è molto difficile reggere questa situazione, ma fin nella composizione del governo si è capito perché stiamo al governo: scuola, beni culturali, lavoro, industria, ambiente, integrazione, sono questi i ministeri sui quali si è impegnato il Partito Democratico. 

Si può fare con la destra? Non quanto vorremmo, lo sappiamo. Ma non ci arrendiamo, e non esiste solo la cancellazione dell'Imu o i processi di Berlusconi, esiste anche molto altro.

A partire da questa situazione, è particolarmente vedere promulgati decreti che vanno in controtendenza rispetto alle politiche degli ultimi anni e che portano avanti, nella difficoltà generale, un'altra idea di società: per questo, dopo il decreto per il Valore della Cultura del Ministro Bray di inizio agosto, arriva un'altra importante novità rispetto alle politiche scolastiche.

Ieri è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il governo ha approvato il decreto legge su «misure urgenti per la scuola, l'università e la ricerca» presentato dal ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza per un investimento totale pari a 400 milioni di euro.

Quali sono queste misure:
  • 27.000 immissioni in ruolo di insegnanti di sostegno; inoltre, piano triennale che prevede l'assunzione di 69.000 insegnanti. Più insegnanti, classi meno numerose (siamo arrivati a prime di oltre trenta studenti!), alunni seguiti meglio; nonché assunzioni e posti di lavoro.
  • 15 milioni (3,6 per il 2013, 11,4 per il 2014) di euro per la lotta alla dispersione scolastica, grande piaga che affligge il nostro paese e nega il futuro a tantissimi giovani.
  • Già da quest'anno scolastico, gli studenti potranno utilizzare i libri di testo delle edizioni precedenti, evitando di doverne comprare per forza di nuovi e facendo risparmiare soldi alle famiglie; non solo, ma il decreto interviene anche per ridurre il costo dei libri.
  • Wi-fi nelle scuole: il precedente ministro aveva insistito sui tablet, ma solo il 7% delle classi ha accesso al Wi-fi! Adesso invece la cosa può avere senso.
  • Si investe anche sulla formazione in servizio dei docenti per migliorare gli apprendimenti soprattutto nelle aree in cui questi sono più bassi; fare vera scuola di intercultura, promuovere una nuova didattica con l’utilizzo delle nuove tecnologie e catturare l’interesse dei nativi digitali; ingresso gratuito agli insegnanti nei musei, per sostenerne l'aggiornamento.
  • Dal 1° gennaio, ricominciano le assunzioni di personale ATA per le scuole più in difficoltà.
  • Abolito l'ingiusto "bonus maturità" per i test d'ingresso all'università. 
  • premiare gli studenti particolarmente meritevoli, delle scuole medie e superiori, che avranno la possibilità di accedere a servizi quali mensa e pulmini scolastici. In più, l'alta formazione artistica, musicale e coreutica entra nel sistema delle borse di studio.
  • Il Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio è stato incrementato di 100 milioni euro.
  • Finalmente chi viene nel nostro paese per studiare non dovrà chiedere ogni anno il rinnovo del permesso di soggiorno e dunque anche l’Italia apre le porte agli studenti stranieri e li considera una ricchezza.

Maria Chiara Carrozza si è detto “commossa e orgogliosa” di essere il ministro “che ha riportato l'istruzione al centro dell'agenda politica e grata a tutto il Consiglio dei ministri per aver lavorato intensamente per ottenere questo risultato”.

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