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Visualizzazione dei post con l'etichetta cassa integrazione

Cassa Integrazione, contratti di solidarietà e "35 ore"

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In queste ultime settimane sto riflettendo molto sulla grave situazione del mercato del lavoro in cui ci troviamo, con dati di disoccupazione altissimi qui in Italia e per il prossimo anno non sarà migliore. Si parla di rifinanziamento della cassa integrazione e dei “contratti di solidarietà”  : lavorare meno per far lavorare tutti. Pensando a questi punti mi è venuto in mente che  alla fine degli anni 90 – inizi 2000 si discuteva molto sulle famose “35 ore” di lavoro  con lo slogan “lavorare meno per lavorare tutti”, ed ora mi sto chiedendo: se in quegli anni avessimo contrattato e poi applicato la tesi delle “35 ore”, ora il mercato del lavoro sarebbe stato così in sofferenza? Avremmo avuto tassi di disoccupazione più bassi rispetto a quelli attuali? Lo so bene che forse la mia  è una riflessione un po’ ardita e  nemmeno il migliore dei studiosi in questo campo  potrebbe rispondere a questa mia domanda… Carlo Livorno

Allarme cassa integrazione: corsa contro il tempo

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Monica Gregori , deputato del Partito Democratico ha reso noto che "i l PD Ha depositato una proposta di legge in materia di proroga dei contratti di lavoro a termine nelle pubbliche amministrazioni . La proposta, che ha come cofirmatario l'onorevole Cesare Damiano, intende assolvere ad una priorità fondamentale: la prosecuzione dei contratti in essere dopo la scadenza prevista dalla Legge di Stabilitá (31 luglio 2013) nel solco di una stabilizzazione programmata degli attuari precari".  "Dobbiamo agire subito - ha assunto Gregori - si tratta di lavoratori impegnati quotidianamente nel garantire servizi pubblici indispensabili ai cittadini, come medici, infermieri, educatrici di asili nido e operatori di Prefetture e Questure." La data del 31 luglio 2013 si avvicina e dobbiamo garantire ai lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni altri sei mesi di ossigeno, nella speranza che il futuro Governo possa affrontare globalmente la loro stabilizzazione, anche

Anche all'Alcatel la solidarietà tra lavoratori

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Avevamo scritto qui , qualche settimana fa, della solidarietà tra colleghi della Candy di Brugherio. I giornali oggi raccontano un altro esempio di questo tipo. Questa volta all'Alcatel Lucent di Vimercate, della quale abbiamo parlato più volte sul blog, per la situazione lavorativa che stanno vivendo i dipendenti. Molti di loro si sono ridotti lo stipendio per aiutare i colleghi in cassa integrazione, creando un fondo di solidarietà che nel solo mese di ottobre ha incassato quasi 32 mila euro, versati da oltre 800 dipendenti. Fondi che permetteranno di incrementare lo stipendio di circa 150 cassaintegrati, che riceveranno 100-200 euro in più. Il fondo di solidarietà è un'idea del coordinamento sindacale dell'Alcatel , ed è stato inserito nell'accordo siglato con il Ministero a giugno, a fronte del piano di riduzione del personale. Per un certo numero di mesi (a scelta), i dipendenti scelgono quanto lasciarsi trattenere in busta paga, così che l'azienda

Nuovi scioperi alla Candy

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foto da http://www.ilcittadinomb.it/ Questa settimana i 550 lavoratori della Candy di Brugherio e i 40 dei 200 di Santa Maria Hoè sono in cassa integrazione. E, durante un incontro nella sede di Confindustria Monza e Brianza, l'azienda ha chiesto altre tre settimane di cassa integrazione, da fare nei mesi di luglio, agosto e settembre. I rappresentanti di Fim Cisl e Fiom Cgil hanno chiesto all'azienda di farsi carico, in quota parte, del disagio dei dipendenti, ma avrebbero ricevuto «la totale indisponibilità a definire qualsiasi forma di integrazione». Da qui la proclamazione dello stato di agitazione e di un pacchetto di 8 ore di sciopero, da attuare nella settimana dal 23 al 28 luglio. C'è però da dire che in questo caso, a differenza di molte realtà brianzole, non si parla, per fortuna, di tagli o esuberi, ma di un confronto legato all'incremento della produttività delle fabbriche italiane del gruppo e alle ipotesi di delocalizzazione della produzione d

Una fotografia dell'economia italiana

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In questi giorni sono usciti un po' di dati economici. Ne esce la fotografia di un Paese che non cresce e con un debito elevato,dove la pressione fiscale è al 42% e le famiglie non spendono. Nel 2011, il rapporto tra il deficit e il Prodotto interno lordo si è attestato al 3,9%, in calo rispetto al 2010, quando era stato pari al 4,6%. Il Pil è cresciuto nel 2011 dello 0,4%. La disoccupazione a gennaio ha raggiunto il 9,2%, il tasso più alto dal 2004, con quella giovanile arrivata al 31,1%. E ancora: a febbraio il tasso di inflazione è stato del 3,3%, ma il carrello della spesa, cioè i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza sono aumentati del 4,5%. E' questa l'impietosa fotografia dell'Italia, scattata dall'Istat, che indica quali sono i parametri sui quali deve lavorare il governo Monti e chi verrà dopo di lui. Nei giorni scorsi il Premier ha indicato le linee di fondo che intende seguire negli interventi fiscali , anche in vista

Il lavoro: i dati di oggi e le cose da fare

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Oggi Cgil, Cisl e Uil si incontrano tra loro, poi si confronteranno con la Confindustria . Domani è previsto l'incontro con il Governo , che ieri ha già visto i rappresentanti di commercianti e artigiani. I temi all'ordine del giorno sono l'occupazione, la precarietà, l'eccesso di tipi di contratto, le norme che regolano il mercato del lavoro. Su diversi tavoli tecnici gli esperti stanno mettendo a punto diverse ipotesi. “In un momento di crisi così profonda” sostiene Bersani, “sono decisive la coesione sociale e la condivisione degli obiettivi e degli strumenti”. Fermo restando che al primo posto dell'agenda deve esserci l’imperativo del fare qualcosa per dare lavoro. Oggi sono usciti dall'Inps nuovi dati, sul fronte del lavoro: quelli sulla cassa integrazione ordinaria sono in calo a gennaio, e sono in discesa anche le cifre di quella straordinaria e in deroga. Sono però cresciute disoccupazione e mobilità. Tra fallimenti e chiusure, tre anni di re

Il lavoro in Italia e i tavoli di crisi

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L'economia arranca sull'orlo della recessione e nel 2011 ben 195 aziende - grandi e piccole, dal Friuli fino alla Sicilia - hanno cercato protezione sotto la tendina ad ossigeno dei tavoli di crisi aperti al ministero dello Sviluppo economico . I lavoratori coinvolti, indotto compreso, sono circa 300mila. I posti davvero a rischio nel breve periodo, dicono fonti vicine al dicastero, sono «più o meno 30mila». I dossier industriali sul tavolo del governo a fine dicembre erano ben 195 . I problemi delle realtà più piccole (purtroppo) raramente riescono ad arrivare fino a Roma. Ma nel campione dei "ricoverati" alla Sviluppo economico c'è un po' di tutto : grandi imprese come Fincantieri, i pullman della Irisbus, AnsaldoBreda, la storica siderurgia della Lucchini e i villaggi della Valtur, filiali di aziende estere (da Alcatel ad Abb) pronte a chiudere i battenti in Italia per trasferirsi verso Oriente e stabilimenti in cerca di riconversione. E ancora: l

C'era una volta il Nord

C'era una volta il produttivo nord, quello che da solo trainava l'economia del Paese. I n Brianza nasceva il distretto tecnologico che doveva portare l'Italia all'avanguardia nel settore dell'high tech. Della Silicon Valley nostrana oggi non resta  che una valle di cassintegrati. Siamo entrati nelle aziende in crisi della provincia milanese: la Banes, ex Ibm, che dopo svariati spacchettamenti resta una scatola vuota con uno stato di crisi che da anni grava sulle spalle dei lavoratori in cassa integrazione, la Jabil, ex Nokia, che minaccia di lasciare senza lavoro 325 dipendenti pur essendo un'azienda sana e la Ims che produce cd e dvd per alcuni dei maggiori cantautori italiani, che al presidio permanente della "fabbrica dei dischi" sono venuti a portare solidarietà. E poi c'è la realtà milanese, dove la crisi s'è fatta sentire sulle piccolissime imprese e anche, a dispetto di quanto sostiene l'ex premier, sui ristoranti: sono in m

Torna il bonus lavoro per i brugheresi colpiti dalla crisi

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Dal 1 luglio al 19 agosto è possibile presentare in Comune la domanda per il Bonus Lavoro . Dopo la sperimentazione dell'anno scorso e le valutazioni fatte anche in commissione servizi sociali, ritorna questo progetto di sostegno ai cittadini brugheresi che non hanno proprietà immobiliari oltre alla casa di abitazione, e che sono disoccupati, in cassa integrazione o in mobilità. Sul sito del Comune ( qui ) ci sono tutte le informazioni di carattere tecnico e c'è il modello di domanda da presentare. Il bonus lavoro è una misura di sostegno molto utile, che speriamo possa contribuire ad alleviare le difficoltà dei brugheresi colpiti dalla crisi.

Il lavoro per unire il Paese.

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Com'è giusto che sia, in questi giorni stiamo scrivendo molto  in merito ai ballottaggi. Non vogliamo però perdere di vista neanche per un minuto il dramma di molti lavoratori. Perchè chi perde il lavoro vive senza volerlo una "vita sospesa" alla ricerca costante di un nuovo impiego. In questi giorni, dopo ottantamila insegnanti cacciati dalla scuola che stanno già cercando un altro lavoro e alcune migliaia di loro hanno «l'età del baratro», dopo milioni di giovani che sopravvivono con meno di mille euro al mese, dopo centinaia di migliaia di commercianti, di partite iva, di piccoli artigiani che hanno chiuso strozzati dalla crisi, dalla burocrazia e da un fisco oppressivo, ci sono gli operai. Anzi, forse prima di tutto questo ci sono gli operai . Tra rabbia e disperazione, non si ferma l'azione di protesta dei lavoratori di Fincantieri: un pezzo dell’economia nazionale nel mondo, una delle nostre principali risorse sta tracollando clamorosamente.

Oltre un miliardo di ore di cassa integrazione

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Seicentomila lavoratori , appartenenti in grande maggioranza al settore meccanico, ciascuno dei quali ha subito un taglio netto del reddito in media di 7.526 euro , per un totale di quattro miliardi. Una situazione economica e sociale insostenibile per milioni di lavoratori. Sono circa 1,2 miliardi le ore di cassa integrazione autorizzate dall'inizio dell'anno fino a novembre.

925,6 milioni di ore di cassa integrazione a settembre

La settimana non si apre con buone notizie sul fronte del lavoro. A settembre risultano essere oltre 640mila i lavoratori in cassa integrazione e questo, nei primi nove mesi dell'anno, ha comportato una riduzione del reddito di oltre 3,5 miliardi di euro, più di 5.500 euro per ogni singolo lavoratore. A tirare le somme è l'Osservatorio Cig della Cgil nazionale, con alcuni dati diffusi ieri dal Corriere della Sera.