Il governo italiano faccia il possibile per garantire la sicurezza agli equipaggi di Global Sumud Flotilla che stanno portando aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.
Il nuovo Rapporto Gimbe certifica il fallimento della giunta Fontana. In Lombardia la sanità pubblica è sempre più indebolita: liste d’attesa interminabili, pronto soccorso al collasso, territori senza medici di base. Una rete che dovrebbe garantire equità e prossimità, ma che oggi lascia troppe persone senza risposte. E ora il governo sta lombardizzando la sanità pubblica, seguendo lo stesso modello che ha prodotto disuguaglianze e rinunce alle cure, aprendo sempre di più la strada al privato. I dati parlano chiaro: negli ultimi tre anni il Servizio Sanitario Nazionale ha perso 13 miliardi di euro, mentre le famiglie hanno speso oltre 41 miliardi di tasca propria. Un italiano su dieci non riesce più a curarsi. Noi crediamo in una sanità che non lasci indietro nessuno: ogni persona deve potersi curare nei tempi necessari. Servono investimenti, personale e una visione che rimetta davvero al centro il diritto alla salute come bene comune e valore costituzionale.
Continua l'odissea dell'assegnazione degli spazi sportivi: nel rispondere a un'interpellanza sul tema l'Assessore Imperato, anziché spiegare il perché dei ritardi, dare una data per le assegnazioni definitive e dire che fine abbia fatto il regolamento che doveva essere discusso in commissione, ha preferito accampare una serie di scuse senza dare nessun chiarimento utile alle società, alle famiglie e agli atleti. Un momento di particolare imbarazzo, evidente sui volti di molti componenti della maggioranza di cui l'Assessore fa parte, che ha visto perfino il rimprovero dell'ex coordinatore del Circolo brugherese di Fratelli d'Italia all'opposizione di non fare mai proposte costruttive, osservazione fuori luogo visto che nel Consiglio del 6 marzo avevamo presentato una mozione in cui chiedevamo che maggioranza e opposizione collaborassero alla stesura del nuovo regolamento lavorando insieme in commissione. Proposta che ovviamente venne respinta. L'Ass...
Accogliamo con sollievo l'accordo sulla tregua. Il cammino della pace sarà ancora lungo, ma oggi è un passo decisivo, con il cessate il fuoco permanente, il rilascio degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas e il ritiro dell'esercito israeliano, per cui vanno ringraziati gli sforzi diplomatici di Stati Uniti, Qatar, Egitto e Turchia. L'Europa recuperi un ruolo nella ricostruzione di Gaza e nell'assicurare ogni supporto alla popolazione palestinese martoriata, a partire dal pieno accesso di tutti gli aiuti necessari. Ora serve che tutti rispettino l'accordo e che si prosegua con tutti gli altri passi indispensabili per garantire la soluzione politica dei due popoli e due Stati, con il riconoscimento dello Stato di Palestina e la fine dell'occupazione illegale in Cisgiordania, unica via per una pace giusta e duratura in Medio Oriente. Elly Schlein