Una questione di (s)fiducia


Potreste avere fiducia in una persona che se ne va in giro a fare le corna? O ad alzare il dito medio come se fosse un “ciao ciao”? E dareste davvero fiducia a uno che dice: “Fra tre giorni è tutto risolto!”. Dareste fiducia a uno che ama raccontare barzellette sugli ebrei? Magari con bestemmia finale. E dareste fiducia a uno che sorride sempre, anche se non c’è niente da ridere? E a uno che dice: meglio playboy che gay? Chi di voi avrebbe fiducia in un anziano signore che ama farsi accompagnare da ragazze diciottenni? E lo rivendica con soddisfazione.

Rispondete onestamente.

E chi, ancora, può aver fiducia in un vecchio che vuole essere e sentirsi giovane a tutti i costi? Gli affidereste il destino di vostra figlia? E dareste fiducia a uno che dice di una ragazza in coma vegetativo da sedici anni: “Può ancora avere figli”? E a uno che dà del coglione a chi non lo vota? E a uno che detiene il potere televisivo e si lamenta perché ne ha troppo poco? Avreste davvero fiducia in una persona che pretende di avere sempre ragione? E che caccia i dissidenti dal suo “partito”. Avreste fiducia in una persona che scaglia i suoi giornali contro gli oppositori? E di una che fa il baciamano a Gheddafi? E che va orgoglioso di essere amico di Putin? Avreste fiducia in uno che pensa che esistono ancora i comunisti (tranne Putin)? E in uno che da sedici anni legge lo stesso discorso?

Lunga citazione di un articolo di Farefuturo magazine, il periodico di riferimento di Futuro e Libertà per l'Italia.

Il resto lo trovate qui, e qui il calendario della crisi, che pubblicano ogni giorno.

Possiamo davvero pensare di andare avanti così?

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