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Ancora proteste alla Candy

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foto da www.ilcittadinomb.it Ancora proteste alla Candy. Oggi gli operai, come racconta qui Valeria Pinoia nell'edizione online de Il Cittadino di Monza e Brianza , hanno occupato la palazzina degli impiegati e occupato la rotonda che si trova proprio di fronte all'ingresso della fabbrica, impedendo il transito dei mezzi . Dopo l'incontro della scorsa settimana in Provincia, presenti anche il Presidente Allevi ed il commissario straordinario del Comune, la dott.ssa Maria Carmela Nuzzi, non ci sono al momento spiragli positivi per la vicenda legata ai 150 esuberi nel sito di Brugherio , conseguenza della scelta di riduzione della produzione avanzata dall'azienda. La mobilitazione in questi giorni è alta . Nell'articolo si ricorda che ancora nel 2007-2008 a Brugherio si contavano 600 operai, capaci di produrre 800 mila pezzi . La crisi ha imposto un calo alle vendite, e poi c'è la questione del rapporto con l'impianto cinese aperto dall'azi

Situazione alla Candy: il comunicato di ieri dei sindacati

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Mercoledì pomeriggio siamo stati i primi a dare (vedi qui ) in anteprima la notizia della situazione produttiva alla Candy di Brugherio, con le preoccupazioni che la diminuzione della produzione porti a possibili esuberi di personale. Abbiamo dato la notizia non certo per il gusto di uno "scoop" giornalistico, ma per richiamare da subito l'attenzione su un impianto produttivo molto rilevante per la nostra città. E lo abbiamo fatto dopo avere avuto informazioni dettagliate su quello che stava succedendo. E' di ieri, invece, il comunicato ufficiale del coordinamento sindacale del gruppo Candy , in esito ad un incontro presso Assoindustria di Monza e Brianza. Lo riportiamo qui di seguito, perchè conferma quanto abbiamo scritto mercoledì e dettaglia ulteriormente la questione, così potete saperne di più. Naturalmente vi daremo conto anche, quando arriverà ufficialmente, della versione della proprietà. Ecco il testo del comunicato: In data odierna, presso la

Candy di Brugherio: si riduce la produzione. Sono a rischio 150 posti di lavoro

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Questo è un post che non avremmo voluto scrivere. Nei giorni scorsi la proprietà della Candy ha annunciato alla RSU alcune novità sul fronte produttivo dello stabilimento di Brugherio. La produzione di elettrodomenstici, che si aggirava intorno agli 800.000 pezzi nel 2009, va verso una riduzione a 500.000 pezzi . Inevitabili le conseguenze: una riduzione del 30% della produzione porterebbe con sè una riduzione del 30% del personale. Si parla di 150 possibili esuberi, rispetto ai quasi 500 lavoratori attuali a Brugherio . Ipotizzando anche che una cinquantina siano assorbibili in altre produzioni, resterebbe sempre il rischio di un centinaio di esuberi veri. Oggi questa ipotesi è stata al centro di una affollatissima assemblea del personale, che dovrà decidere le iniziative da attuare a fronte di questi annunci. Nel frattempo continuano le settimane di cassa integrazione, che sono state una caratteristica anche negli anni scorsi. Dopo l'apertura dello stabilimento in Cina

Candy apre in Cina. E a Brugherio c'è preoccupazione

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A poco più di un anno dall’annuncio del progetto (autunno 2011), il 14 novembre Candy Group ha inaugurato il nuovo sito produttivo in Cina, a Jiangmen, provincia del Guangdong. Quello asiatico è un mercato in forte espansione, con ottime potenzialità, in cui il Gruppo Candy sta investendo per supportare la crescita del prossimo futuro. L’investimento ammonta a 35 milioni di euro ed è finalizzato alla produzione di 2 milioni di lavabiancheria all'anno. Il Presidente di Candy, Aldo Fumagalli, ha detto che " E' necessario affacciarsi a nuovi mercati per sfuggire alla recessione dei Paesi europei, ora abbiamo uno dei più grandi stabilimenti del mondo. Il vantaggio è la prospettiva di crescita, che in Europa è sempre più difficile. Il mercato cinese è un asse di crescita: ogni anno assorbe 20 milioni di lavabiancheria, contro la quota di 1,5 milioni dell'Italia". A fronte di questo importante investimento nel mondo di un'azienda brugherese, non mancano p