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Visualizzazione dei post con l'etichetta olimpiadi 2012

"È per la mia Emilia, che non deve mollare mai"

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La gara di skeet olimpico femminile non c'è mai stata, a Londra 2012. C'è stata piuttosto la luminosa esibizione di talento puro di una ragazzina italiana di 20 anni: 99 piattelli rotti sui cento lanciati , colpi sparati con una costanza distruttiva quasi scientifica, record juniores, record del mondo e record olimpico infranti pure loro e soprattutto una medaglia d'oro splendente come un piccolo sole appeso al collo. Al piattello 92, finalmente, Jessica Rossi ha sbagliato un colpo. Ne aveva centrati 91 su 91, ne avrebbe poi sbriciolati altri 8. Gli ultimi di una gara mai vista, nel tiro a volo. Che, per fortuna, non è stata perfetta. Avesse vinto l’oro alla sua prima Olimpiade con 100 su 100, come avrebbe fatto una ragazza di 20 anni, ancora in età juniores, a trovare gli stimoli per migliorarsi, per continuare una carriera appena iniziata e già nella storia? I suoi vivono a Crevalcore, uno dei paesi più danneggiati dal terremoto di maggio. E Jessica ha voluto dedic

Donne d'Italia

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Oro, argento e bronzo: un podio tutto italiano per il fioretto femminile. Non era mai successo, prima di ieri. L’oro va a Elisa Di Francisca , che in finale ha battuto al minuto supplementare Arianna Errigo . Bronzo per Valentina Vezzali , la più grande schermitrice di tutti tempi, per la quale è sfumato il sogno del quarto oro olimpico consecutivo della sua carriera. Questo in una prima giornata di gara che ha regalato all'Italia anche la medaglia d'oro nel tiro con l'arco e l'argento nella pistola. Scrive oggi ( qui ) Concita De Gregorio su Repubblica: Che meraviglia queste tre ragazze italiane, questi tre profili sul podio: un airone sottile, una bambola bambina, una madre con le prime rughe. Elisa, Arianna, Valentina. Che spettacolo queste tre donne così diverse così uguali, nemiche e compagne di squadra, rivali e vicine di letto . E ancora: La foto finale mostra tre donne di 20, 30, 40 anni. La piccola non riesce a sorridere nemmeno quando le me

A cosa servono le Olimpiadi?

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Questa la risposta di ieri, di Massimo Gramellini, nel suo Buongiorno su La Stampa. A cosa servono le Olimpiadi? A ricordarci che esiste una dimensione della vita che prescinde dalla depressione. Leggo e ascolto commenti acidi sui Giochi della Crisi, utilizzati dal potere come arma di distrazione di massa. Mentre qualche miliardo di allocchi telecomandati si riempirà il cranio con le imprese sportive - è il ragionamento in voga - i padroni del vapore procederanno indisturbati a ingannare e affamare il popolo beota. A parte che queste poco emerite attività vengono dispiegate incessantemente da anni senza alcun bisogno del paraocchi olimpico, rifiuto quel devastante effetto collaterale della crisi che ci induce a vivere ogni momento di gioia con un senso di colpa . Invece mai come adesso sarebbe utile lasciarsi andare alla seduzione dell’estate. Innamorarsi e godere, anche di niente: di una carezza, di un tramonto e, perché no?, di un centometrista giamaicano che sfreccia dent

L'Europa sportiva

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Mancano pochi giorni alle Olimpiadi. Ci introduce all'evento il  "Buongiorno"   di Massimo Gramellini Non prendetemi per pazzo. Oppure sì. Ma insomma, provate a immaginare. Provate a immaginare che fra oggi e domani, vigilia d’Olimpiade, tutti gli atleti delle nazioni dell’area euro presenti a Londra si sfidino nelle rispettive specialità. Immaginate che i primi tre classificati, e soltanto loro, partecipino poi ai Giochi con la divisa della Unione Europea. Immaginate davanti al video una ragazzina spagnola che tifa Federica Pellegrini e un pensionato tedesco che incoraggia il centometrista francese Lemaitre.  Immaginate il medagliere olimpico, con l’Europa Unita che lotta per il primo posto contro l’America e la Cina, e quasi sicuramente le supera, sentendosi di nuovo il centro glorioso del mondo e non un insieme di piccole, rissose e decadenti periferie.  Immaginate quale effetto avrebbe sull’identità del Vecchio Continente la condivisione di emozioni così possen