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Manovra, il giorno della protesa. Ma la Lega impone il silenzio ai suoi

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La manovra economica è legge. La Camera l'ha approvata ieri sera in via definitiva , con uno scrutinio finale che ha visto 314 voti favorevoli e 300 contrari. La manovra che mette le mani nelle tasche degli italiani onesti , che ammazza i Comuni e penalizza il futuro dei giovani, lasciando tranquilli gli evasori e chi fa il furbo, è ora pienamente operativa, mentre da giorni ormai si teme che presto il Governo ne dovrà preparare un'altra . Contro la manovra, oggi scendono in piazza i Sindaci e le Regioni.  Di tutta Italia, di tutti i colori politici. I Sindaci per un giorno non saranno rappresentanti dello Stato , restituendo la delega in tema di anagrafe. Hanno preparato una serie di documentazione ( qui il sito di Anci nazionale e qui quello dell'Anci Lombardia), per spiegare ai cittadini il senso di questa protesa. Sempre oggi, gli assessori regionali ai trasporti consegneranno al Governo i contratti del trasporto pubblico locale , perchè i tagli non consen

Passa la manovra. Sconti ai furbetti, penalizzazioni per gli onesti

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165 sì, 141 no e 3 astenuti. La quinta versione della manovra bis ha ottenuto ieri il voto favorevole del Senato. Gli italiani vengono penalizzati con l'aumento dell'IVA (che costerà almeno 130 € all'anno alle famiglie), l'aumento dell'età pensionabile, il taglio ai enti locali (e quindi ai servizi a disposizione) e i tagli al sistema sociale. Il Governo , invece, nell'ultima versione della manovra fa uno sconto ai parlamentari con i doppi (o tripli) incarichi e ai parassiti evasori, puniti in tv con gli spot del Ministro Tremonti ma "coccolati" in tutti questi anni con condoni e misure simili... Ieri il Premier non c'era, al Senato. Mentre si decidevano le misure per impedire il tracollo dell'Italia, lui era impegnato a Palazzo Grazioli, a prepararsi l'ennesima strada per scampare dai processi e dalle intercettazioni telefoniche che arrivano dalla Procura di Bari. E per tentare di far credere che tutti i soldi a Tarantini e Lavit

25 Aprile, 1 Maggio, 2 Giugno: tenetevi liberi.

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(foto "L'Unità") Tra le misure della manovra economica anti-crisi era prevista una norma che riguardava le festività civili, come il 25 aprile, il 1 maggio o il 2 giugno. In base alla proposta che era contenuta nella manovra le festività infrasettimanali "civili" verrebbero spostate al venerdì precedente ovvero al lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva alla festività ovvero coincidere con la stessa domenica successiva. La cancellazione delle sole Feste "laiche" era un’operazione di sradicamento della memoria. Non è pensabile sopprimere momenti identitari come il Primo Maggio che " appartiene ad una tradizione remotissima e fondante a partire dall’articolo 1 della Costituzione" come affermato dal presidente dell'ANPI Carlo Smuraglia. O il 25 aprile e il 2 giugno che rappresentano la base della nostra convivenza democratica attuale, la libertà del paese e la Repubblica come è pensabile eliminarle? Ieri, fortuna

Verità, promesse e responsabilità.

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Il Senato vota oggi la manovra del Governo, ancora più necessaria dopo la speculazione che ha colpito l'Italia. Per tre anni il Governo ha ripetuto che tutto andava bene e che l'Italia era il paese che stava meglio nel mondo. Il PD proponeva di utilizzare le risorse disponibili per un programma di piccole opere da far fare ai comuni e per abbassare il prelievo fiscale sulle famiglie meno abbienti. Il Governo ha risposto con l'eliminazione dell'Ici ai proprietari degli appartamenti di maggior pregio e dalla tracciabilità dei pagamenti, e con uno scandaloso condono a favore degli esportatori di capitali. Da oltre due anni il PD avvertiva sui rischi della crisi, pria delle elezioni abbiamo denunciato che la manovra sarebbe stata una cura da cavallo. Oggi, dopo tre anni di leggi ad personam, di dibattiti su temi che nulla hanno a che vedere con gli interessi degli italiani, la realtà ha costretto l’Italia a prendere una sberla micidiale. Da anni il segretario

La montagna ha partorito un topolinio

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La manovra finanziaria partorita da Tremonti non taglia le tasse e non aggredisce il debito. Il Governo ha deciso di non prendere nessuna strade. La voglia di tirare a campare di questo Governo ha prevalso e ha trovato il suo disegno perfetto in questa manovra   Finanziaria. Giorni e giorni di attese e accuse e polemiche riguardo i tagli alle tasse, la crescita da spingere e il debito da aggredire, per arrivare a una conclusione : la   manovra finanziaria da 47 miliardi è in realtà una manovra da appena 2 miliardi per il 2011 e 5 per il 2012. La parte più sostanziale, 20 miliardi sono previsti sulla carta nel 2013 e nel 2014; guarda caso periodi successivi alle prossime elezioni politiche, quando un nuovo Governo. Prepariamoci quindi alle reazioni di Moody o Standard & Poor’s. perchè le agenzie di rating e i mercati non si accontenteranno mai di una manovra che scarica quasi tutto il peso dell’aggiustamento su un prossimo governo che a oggi non si può ovviamente sapere che inte