Il diario di Annalisa Corrado dalla Global Sumud Flotilla, in corso di pubblicazione su Domani , è il racconto di quello che è sempre possibile fare quando il mondo è in fiamme. Del movimento perenne delle ali che tiene ferma la parte giusta della storia. “Mentre gli altri animali non fanno che deriderlo, il colibrì non molla. Alle grida che gli intimano di fermarsi e lo prendono in giro dicendogli «cosa credi di fare con quel becco minuscolo?», lui risponde ammettendo di non saperlo chiaramente, ma di non poter fare a meno di «fare la sua parte». Come la Flotilla”.
Fontana a casa. Un anno prima. Pronti a buttarlo giù sarebbero proprio i suoi: Lega e Fratelli d’Italia che per la vergogna lo vogliono fuori dai giochi. Vergogna per le liste d’attesa infinite. Vergogna per l’immobilismo. Vergogna per le oltre 23mila case pubbliche regionali lasciate vuote. Vergogna perché la Lombardia, da locomotiva d’Italia, sta precipitando in tutte le classifiche. La destra ha fallito. E pur di non mollare il posto, si aggrappa alla qualunque, fino alla disperata ultima spiaggia: trascinare le regionali (anticipate di un anno) dentro le politiche. Tutto per salvare poltrone e faccia. Ma le lombarde e i lombardi meritano molto di più. A partire da una sanità pubblica puntuale, territoriale, giusta. Quella che tra un mese il PD porteà in Consiglio Regionale con la nostra legge di iniziativa popolare. Mentre loro trafficano dietro le porte chiuse dei palazzi, noi lottiamo per una nuova Lombardia.
Avete proceduto su questa riforma a suon di forzature, umiliando il Parlamento e i vostri stessi parlamentari. Quando si è mai vista una riforma costituzionale che in quattro passaggi d’Aula non subisce nemmeno una minima modifica? Chi ha scritto la Costituzione ha previsto [questo iter] per ascoltare, riflettere, per favorire il dialogo tra maggioranza e opposizione, mentre ci troviamo oggi a discutere da soli. Continueremo a batterci perché al referendum prevalgano i no alla vostra arroganza e ad una giustizia dei potenti. Avete blindato [questa riforma] per la vostra debolezza e per le divisioni interne, per un baratto con le altre due riforme, premierato e autonomia differenziata. Avete respinto ogni emendamento anche quelli di buon senso, sulla parità di genere nel Csm. Oggi assistiamo all’ennesima prova di una destra che, non sapendo dare risposta ai problemi dei cittadini, offre capri espiatori. Oggi turno dei giudici, un vecchio vizio dai tempi di Berlusconi. Quella ...