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Clima: accordo storico tra Cina e USA

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" L'accordo tra Cina e USA sulla riduzione di emissioni inquinanti è un fatto storico, una vera svolta e un segnale politico di grande incoraggiamento per gli altri Paesi in vista dei prossimi appuntamenti sul clima per la Cop 20 di Lima e la Conferenza di Parigi del 2015. L'impegno di Cina e USA, grandi emettitori di gas serra, rappresenta uno stimolo per tutti i Governi e in particolare per l'Europa per rilanciare la strategia di contrasto ai cambiamenti climatici, come suggerito alcuni giorni fa dagli gli scienziati dell'IPCC e che Usa e Cina hanno accolto responsabilmente". Lo ha dichiarato  Chiara Braga , responsabile Ambiente del PD. " Da oggi il traguardo di un accordo globale sul clima a Parigi è un po’ più vicino ; un punto di arrivo a cui guardare con fiducia e per il quale mettere in campo il massimo impegno da parte di tutti quei Paesi già impegnati nella negoziazione sugli obiettivi del 2015. Noi lavoreremo affinché l’Europa sia sempre

Tesseramento; Guerini risponde: dati infondati sugli iscritti PD

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" Le notizie sul numero degli iscritti al PD pubblicati su organi di stampa e sui cui si sta costruendo una polemica inutile e strumentale, sono infondate : il tesseramento del Partito Democratico è iniziato il 25 aprile del 2014, le tessere sono state distribuite a partire dal mese di giugno, e terminerà il 31 dicembre 2014". E’ quanto si legge in una nota del PD. " Al momento le cifre sugli iscritti che provengono dai territori sono comunque, decisamente superiori ai dati riportati. Come è noto la prima parte dell’anno ha visto impegnato tutto il partito, circolo per circolo, ad affrontare con tutti gli sforzi possibili la campagna elettorale per le Europee, i sindaci e le regioni al voto, dedicando la seconda parte dell’anno ad attività più ordinarie come il tesseramento. I risultati ci hanno dato ragione: il PD al 40,8% con 11.203.231 voti, primo partito in Europa sopra la CDU; tre regioni vinte (Piemonte, Abruzzo e Sardegna), e la gran parte dei comuni vinti.

"La lettera che andrebbe scritta oggi, prima che caschi tutto".

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In questi giorni caldi in cui si discute molto sulla "Riforma del Lavoro" ci sembra corretto pubblicare, dopo quella di Matteo Renzi, anche la lettera che ha scritto l'altro esponente del nostro Partito e Deputato Pippo Civati : Care amiche e cari amici , il lavoro è la questione più delicata e in molti casi più dolorosa per i cittadini e (ancor più) per le cittadine italiane. Andrebbe trattata con rispetto e con misura, per evitare di dire cose troppo strumentali, molto sbagliate e spesso offensive. Il premier ci dice – quando non se la prende con nemici reali e a volte immaginari – che dobbiamo cambiare un sistema ingiusto, che divide i cittadini in persone di serie A e di serie B e umilia i precari, e che non dobbiamo difendere il sistema vigente, un modello di diseguaglianze dove i diritti dipendono dalla provenienza o dall’età, mentre il nostro compito è difendere i diritti di chi non ha diritti. Non c’è una sola né uno solo di noi che non sia pronto a s

Cambiare si può!

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In questi giorni, sia la leader della Cgil, Susanna Camusso, che il ministro Elsa Fornero hanno lanciato l'allarme sulla difficoltà di finanziamento della cassa integrazione, lanciando un grido preoccupato per i lavoratori e per il sistema degli ammortizzatori sociali. Il ministro ha detto di avere la necessità di recuperare almeno un altro miliardo di euro, mentre la Camusso ha segnalato il rischio che oltre mezzo milione di italiani non siano più coperti dalla cassa integrazione . Nei prossimi giorni, su questo tema, ci sarà un incontro tra le parti sociali e il Governo, presenti anche i rappresentanti delle Regioni. La scorsa settimana, vi avevamo parlato della mobilitazione dedicata ai temi della povertà e della crisi indetta per la giornata di sabato 13 aprile dal Partito Democratico. Il sito del Pd Nazionale ci racconta come è andata. “Siamo voluti venire qui per cercare di accendere i riflettori sulla vita comune degli italiani . La politica deve dare una sp

Scuola e Università, Italia maglia nera

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Cultura, formazione e innovazione dovrebbero essere le chiavi per la ripresa. Ma i dati di Eurostat confermano ancora una volta che l'Italia è la maglia nera d'Europa sul fronte dell'istruzione. Nel 2012 il 17,6% degli studenti ha abbandonato la scuola secondaria.  Ce lo racconta il sito del Pd Nazionale. Peggiori, solo i dati di Spagna (24,9%), Malta (22,6%) e Portogallo (20,8%) quando la media dell'Unione europea è al 12,8% e l'obiettivo per il 2020 è quello di scendere sotto il 10%. L'obiettivo nazionale è invece più realisticamente attestato su un 15-16% fra sette anni. Ma è quando si passa alle cifre dell'istruzione superiore che l'Italia tocca il fondo, superata anche dalla Romania . In un paese che ha ancora il mito del 'pezzo di carta', la percentuale di laureati rispetto a quanti si iscrivono all'università (o a corsi di istruzione equivalenti) è la più bassa d'Europa: poco più di uno su cinque (21,7%) completa il corso di

"Un mondo soprattutto di giovani prendeva in mano il destino di un Paese coperto di macerie"

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Quest'oggi per festeggiare il 25 Aprile vi proponiamo il c ontributo di Alfredo Reichlin , che ormai i più assidui lettori del nostro blog avranno imparato a conoscere ed apprezzare. Buona lettura . DoppiaM Sono passati quasi 70 anni -una intera epoca storica- dalla liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista.   Io ricordo bene quella giornata che segnò l’avvento di una nuova Italia.  Un mondo soprattutto di giovani prendeva in mano il destino di un Paese coperto di macerie, ferito da migliaia di morti, umiliato dalla sconfitta in una guerra ingiusta e sciagurata, occupato da eserciti stranieri.  E’ in queste condizioni che i grandi partiti popolari, i rappresentanti delle masse contadine ed operaie che fino allora erano state escluse dalla vita pubblica delle Stato post-risorgimentale, presero la guida dell’Italia e la portarono alla riscossa. In meno di dieci anni il Paese intero fu ricostruito, uscì dall’arretratezza del vecchio mondo contadino, diventò l

Una nuova manovra lacrime e sangue per la scuola italiana

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Ancora tre anni di lacrime e sangue per la scuola italiana.   Non si è ancora concluso il piano triennale di tagli e ridimensionamenti, che   l'intero sistema formativo è di nuovo sottoposto alla scure   del governo Berlusconi.   I provvedimenti inseriti nella bozza della   manovra   economica   che sarà approvata oggi in consiglio dei ministri   recano   brutte notizie per la scuola italiana .   Stop   delle retribuzioni per un altro anno fino al 2014,   congelamento   degli organici dall'anno scolastico 2012/13,   accorpamenti   di scuole dell'infanzia , primarie e secondarie di primo grado in un unico istituto comprensivo e, dulcis in fundo,   ridimensionamento   di fatto degli insegnanti di sostegno.   Come già accaduto in altre occasioni , alla tragedia si accompagna la farsa: nei giorni scorsi il Ministero dell'Istruzione si era affrettato a dire che non sembravano esserci tagli alla scuola.   La Gelmini è di fatto un ministro commissariato , tenuta all