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Visualizzazione dei post con l'etichetta Alemanno

Come Alemanno rende omaggio a Carla Verbano

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Carla Verbano  aveva 56 anni la mattina in cui suonarono alla sua porta, in via Monte Bianco, nel quartiere Montesacro, a Roma. Guardò dallo spioncino, erano tre ragazzi, dissero «Siamo amici di suo figlio Valerio». Lei aprì, i tre nel frattempo si erano calati il passamontagna: entrarono in casa, legarono Carla e Sardo, suo marito, e li fecero sdraiare sul letto, nella camera matrimoniale. Poi aspettarono. Valerio tornò a casa, posteggiò la Vespa 50 e salì. Carla e Sardo sentirono voci concitate, rumori, poi uno sparo, uno solo. I tre scapparono, uscendo dal portone incontrarono una persona. In casa Verbano entrò un vicino che aveva sentito lo sparo, liberò Carla e Sardo: corsero nell’altra stanza, Valerio era sul divano a faccia in giù, disse «mamma aiuto, aiutami mamma», e basta. Gli avevano sparato alla schiena, sotto la nuca. Morì mentre lo trasportavano all’ospedale. Valerio aveva 18 anni, era militante dell’autonomia operaia, frequentava un istituto romano, l’Archimede. Morì,

Roma: secondo stupro in quattro giorni.

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(Ratto delle Sabine, Giambologna -Loggia della Signoria- Firenze 1583) Sto per affrontare un problema molto delicato, serio importante e come vedremo ancora molto attuale. Siamo a Roma. Corre l'anno 2008. La città si appresta a recarsi alle urne per scegliere il successore di Walter Veltroni alla poltrona di primo cittadino. In città avvengono degli stupri. Stavolta però, questi gravissimi reati, brutali, feroci, ignobili, diventano merce elettorale e allora tg e giornali rinunciano a decidere autonomamente la gerarchia delle notizie, affidandola ai politici. E mettono lo stupro in copertina, facendo precipitare Roma, all’improvviso, in un film di di Dario Argento. Succede che Alemanno fa di questi vergognosi crimini lo spot della sua campagna elettorale. Alemanno vince e promette che nulla sarà più come prima. Veniamo ai giorni nostri. Ieri, 16 febbraio 2011 si registra l'ennesima violenza sessuale . Stuprata in pieno centro, a Trinità dei monti, sulla salit

"Sul gran premio trattare con Roma"

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Abbiamo scritto lunedì della voglia di Roma di avere un gran premio ... e delle tante cose che la capitale ha già fatto per ottenere questo risultato . Ci domandavamo cosa stessero aspettando da Monza per reagire a questa situazione , che rischia di compromettere lo storico GP di Monza. Finalmente ieri sera si è riunito, per la prima volta e molti mesi dopo la sua costituzione ufficiale, il Comitato per l'Autodromo , che ha visto anche la partecipazione di Umberto Bossi. Chi si aspettava dal leader leghista rivendicazioni orgogliose del GP di Monza, corredate magari da minacce di utilizzo delle guardie padane a difesa del circuito brianzolo è rimasto deluso . Bossi ha detto che sul gran premio è bene trattare con Roma , con Alemanno e con Berlusconi... Evviva!

In nome della pacificazione/1

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Roma in questi giorni è tapezzata di croci celtiche . Nel manifesto sono fotografati militanti di estreme destra con il braccio teso, il saluto fascista. Questi manifesti costituiscono apologia del fascismo e violano la Costituzione. La giunta del sindaco Alemanno ricorda in questo modo una delle pagine tragiche degli anni di piombo, la vicenda di Acca Larenzia . Difficile parlare di quegli anni non avendoli vissuti; però si può analizzare un aspetto odierno: la manovra astuta del primo cittadino e dei suoi, che con la scusa di ricordare i militanti di destra, sdogana croci celtiche, braccia tese ed altri simboli fascisti. Quindi non un percorso di presa di coscienza e successiva condanna di quegli eventi, per ribadire ancora una volta il male assoluto del fascismo, ma invece elementi di continuità. Inoltre una cosa che ha sconvolto ancora di più il sottoscritto, da sempre antifascista, è stata la presenza della bandiera della decima mas a questa manifestazione. Un altro

Aledanno

«Sono costretto a protestare a nome della città di Roma contro le decisioni assunte dalle sezioni II e V del Tribunale di Roma di rimettere in libertà in attesa di giudizio quasi tutti gli imputati degli incidenti di martedì scorso», comunica Alemanno in una nota, esprimendo «una profonda sensazione di ingiustizia di fronte a queste decisioni perché i danni provocati alla città e la gravità degli scontri richiedono ben altra fermezza nel giudizio della magistratura sui presunti responsabili di questi reati». Gianni Alemanno sul finire del periodo turbolento degli anni di piombo, Alemanno fu coinvolto marginalmente in alcuni episodi: venne fermato nel novembre 1981 per avere partecipato insieme ad altri quattro componenti del Fronte della Gioventù all'aggressione di uno studente di 23 anni. Venne poi assolto Nel 1982 fu arrestato con l'accusa di aver lanciato una bomba Molotov contro l'ambasciata dell'Unione Sovietica a Roma, scontando 8 mesi di carcere a Rebibbia,

Parentopoli

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L'immagine, dal sito di Repubblica, non ha bisogno di molti altri commenti. La parentopoli romana sta causando molti guai al Sindaco Alemanno e alla destra locale .

Una pagliacciata

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Abbiamo un Paese con enormi problemi e pezzi di classe dirigente che se la fanno a tarallucci e vino davanti al Parlamento. È uno spettacolo disdicevole e anche molto amaro, se letto dal punto di vista dei guai che ha questo paese Così Pierluigi Bersani sul "pranzo della pace" tra Bossi e Alemanno di oggi a Roma. Una vera pagliacciata , come dicono anche altri...

Lega di opposizione e di governo

È stata la polemica contro il Gran Premio di Roma a tener banco oggi alla presentazione dell'81ma edizione del GP d'Italia di F1 che si disputerà domenica a Monza. Abbiamo un partito, la Lega, che al Nord difende il Gran Premio di Monza mentre attraverso i suoi alleati promette di realizzarlo nella Capitale. «Il Gran Premio a Roma si farà. Se le certezze non esistono questa è una promessa molto solida» tuonava il 1 Settembre il sindaco Alemanno (in quota Pdl o ciò che ne rimane). Rispnde oggi il Sindaco di Monza Marco Mariani; ecco alcuni passaggi particolarmente significativi dell'intervista rilasciata: «Faremo due liste: quella dei politici amici del GP di Monza e quella di chi ha remato contro o ha taciuto. E questi ultimi li additeremo alla popolazione e agli elettori». «Sentiamo Roma capitale come la matrigna di Cenerentola» DoppiaM