Con una nuova voce

Abbiamo perso. 

Una sconfitta inequivocabile che ora ci pone davanti ad un bivio: fare gli stessi errori di sempre o cambiare la storia del Partito Democratico e dei progressisti in questo Paese. 

Darò fastidio a qualcuno, ma va detto: il “gattopardismo”, la solita vuota retorica del “ripartiamo dai circoli e dai territori” senza nemmeno conoscerli e l’ossessione per gli assetti che appassionano più le correnti degli elettori sono tutte cose che faranno perdere le elezioni al PD anche la prossima volta. 

È il momento che il Partito Democratico si lasci alle spalle tutto questo e decida quale sia la sua visione del mondo e la sua gerarchia di valori, da cui derivano le scelte politiche. 

C’è una parte sana del partito che sa governare, sa amministrare, sa parlare con le persone e stare in mezzo ai problemi sociali del Paese: vogliamo finalmente dargli voce? 

La politica che fa solo convegni e testimonianza non cambia la vita delle persone: oggi serve riportare quella grande parte di italiani arrabbiati, impoveriti e delusi a sentirsi rappresentati e parte di un progetto di cambiamento della società, segnata da troppe disuguaglianze e ingiustizie inaccettabili. 

Enrico Letta ha fatto una scelta generosa e di serietà, aprendo da subito questo confronto: la nuova generazione di cui ha parlato è già pronta a farsi avanti per affrontare questa discussione in prima linea. 

Prima di parlare di nuove leadership bisogna dirci chiaramente chi siamo, chi vogliamo rappresentare e con chi vogliamo parlare per proporre un’alternativa all’Italia della Meloni, facciamolo davvero. 

Brando Benifei, Capodelegazione PD al Parlamento Europeo

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