Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta disoccupazione femminile

I nuovi dati sulla disoccupazione in Italia

Immagine
E' una vigilia di Primo Maggio, festa del Lavoro, molto amara. Oggi infatti l'Istat ha diffuso i dati sulla situazione del lavoro in Italia. A marzo si contano 2 milioni 950 mila disoccupati, un dato in diminuzione rispetto a febbraio, ma ancora in crescita su base annua, con un aumento dell’11,2%, ovvero di 297 mila. E continua a calare l’occupazione: a marzo gli occupati sono diminuiti di 248mila unità rispetto ad un anno fa. Dentro questi dati, già di per sè preoccupanti, ce ne sono due che generano ulteriore preoccupazione. Il primo è che la diminuzione del lavoro del mese di marzo riguarda infatti la sola componente femminile , ed è dunque evidente che la permanenza a lavoro delle donne over-50, che aveva finora permesso di arginare il calo, non basta più a garantire la stabilità e, tanto meno, la crescita dell’occupazione. Il secondo dato negativo è che non si ferma la crescita del tasso di disoccupazione giovanile , che a marzo ha raggiunto una quota pari

Per l’occupazione giovanile e femminile

Immagine
Il cambiamento della politica macroeconomica nell’area euro per uno sviluppo sostenibile è condizione necessaria per aumentare l’occupazione e contrastare la precarietà, in particolare giovanile e femminile. Vi proponiamo il contributo del PD al confronto tra forze sociali e governo sul tema del Lavoro, in particolare per per l’occupazione giovanile e femminile. - 1 la definizione di un contratto per l’ingresso dei giovani e per il reingresso dei lavoratori e delle lavoratrici deboli al lavoro stabile (sostituisce il “contratto di apprendistato professionalizzante”, il “contratto di apprendistato di alta qualificazione” ed il “contrato di inserimento”). Uno strumento di inserimento e reinserimento formativo caratterizzato da durata da 6 mesi a tre anni definita dalla contrattazione collettiva, livello contributivo inferiore a quanto in vigore per i “contratti atipici”, retribuzione crescente fino ai livelli delle qualifiche corrispondenti previsti nel contratto collettivo nazion