L'Italia poco verde
Più cemento, più rifiuti, meno spiagge. Ma anche meno emissioni di CO2 e passi avanti nella riconversione energetica. Ci sono molte ombre e qualche luce nell'annuario dei dati ambientali 2011 presentato ieri dall'Ispra, l'istituto superiore per la protezione e la ricerca del ministero dell'Ambiente.
CONSUMO DI SUOLO
Non conosce sosta la crescita del consumo di suolo in Italia: a livello nazionale il ritmo ha ormai superato i 100 ettari al giorno, con i valori più elevati che si registrano in Lombardia, Veneto e Campania.
ARIA
Biossido di zolfo, ossido di carbonio, benzene e piombo non costituiscono attualmente un problema, se non a livello locale e in specifiche circostanze; continua invece l’emergenza per PM10, PM2,5 ed Ozono(O3), anche se il 2010 - esclusivamente per il PM10 - segna un valore positivo.
CLIMA
Per quanto riguarda i cambiamenti climatici, il 2010 è stato per l’Italia il diciannovesimo anno consecutivo con anomalia termica positiva e il suo valore è il diciottesimo della serie a partire dal 1961.
BIODIVERSITA'
Ancora alto il livello di minaccia per la biodiversità che rischia di essere irrimediabilmente perduta; nel dettaglio oltre il 50% dei vertebrati - pesci d’acqua dolce, anfibi e rettili – come il 15% delle piante superiori e il 40% di quelle inferiori. La trasformazione e modificazione degli habitat naturali (per il 50,5% delle specie minacciate), l’uso di pesticidi e l’ inquinamento delle acque (per il 32%) insieme a taglio dei boschi ed incendi (17,5%) sono, tra tutte le influenze antropiche indirette, le minacce più frequenti.
RIFIUTI
Cresce la produzione di rifiuti urbani che nel 2010 si attesta a 32,5 milioni di tonnellate (+1,15% rispetto al 2009). Aumenta, rispetto al 2009, anche il procapite dei rifiuti urbani (536 kg per abitante),
circa 4 kg all’anno in più per abitante.
CERTIFICAZIONI
L’Italia si conferma ai primi posti in Europa per la diffusione delle certificazioni Emas ed Ecolabel, anche se non avviene ancora in modo strutturale per via dei livelli di sensibilità o degli incentivi diversi
tra le regioni e i settori produttivi.
Qui il comunicato stampa di ISPRA, qui la sintesi dell'annuario.
